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15/03/2019


 

Nel corso degli ultimi anni l’approccio medico nel trattamento parodontale è profondamente cambiato in favore di una maggiore attenzione al paziente e alle sue specificità.

I fattori che generano la parodontite sono molteplici e possono variare a seconda di alcune caratteristiche di suscettività del paziente. La parodontite è tra le malattie più diffuse al mondo e rappresenta un vero e proprio peso sociale, per questo è fondamentale chiarire con la massima precisione i fattori che la generano ed adottare un approccio sistematico nella diagnosi.

 

Tra i maggiori fattori di rischio per la parodontite vi sono senz’altro il fumo, il diabete, una dieta sregolata, l’obesità, l’osteoporosi, lo stress. Oggi infatti non è più possibile tentare di controllare la parodontite senza considerare lo stato di salute dell’intero organismo e al contempo le abitudini dei singoli pazienti.

Tali caratteristiche influenzano fortemente la decisione clinica nella prognosi della parodontite. Nel trattamento vi sarà molto spesso un fattore biologico o comportamentale da tenere presente, per cui se non affrontato correttamente sarà il paziente stesso a remare contro la sua guarigione.

Questo è stato riconosciuto anche nella nuova classificazione delle malattie parodontali e perimplantari prodotta dalla American Academy of Periodontology (AAP) e dalla European Federation of Periodontology (EFP) nel 20181, che rimette in gioco i fattori alla base del rischio e della gravità della parodontite. Grazie a questo fondamentale aggiornamento è stato possibile spostare l’attenzione dallo studio della gravità della malattia a quello della sua complessità. Il modello introdotto dalla nuova classificazione è di semplice comprensione e di conseguenza aiuta tutti, anche i pazienti a comprendere i meccanismi della malattia parodontale e a capire quando è il caso di rivolgersi ad uno specialista.

 

È infatti compito del parodontologo stabilire un quadro completo del paziente per riuscire ad individuare le cause della malattia e inoltre di “educare” i pazienti stessi ad una corretta cura dei propri denti e delle proprie gengive, sensibilizzandoli in favore di abitudini più sane in ogni aspetto della loro vita.

Il primo inquadramento nella fase preliminare è proprio volto a inquadrare la tipologia di paziente e  capire come poter intervenire per modificare i fattori di rischio in modo positivo. Ogni trattamento parodontale va personalizzato e adattato alle caratteristiche del paziente. Solo così sarà possibile ottenere un successo sul lungo termine.

 

 

 


Footnotes

1. A new classification scheme for periodontal and peri‐implant diseases and conditions – Introduction and key changes from the 1999 classification, American Academy of Periodontology (AAP) and the European Federation of Periodontology (EFP), 2018