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Recenti ricerche indagano sull’influenza della malattia parodontale come fattore di rischio per il nostro cuore


17 Marzo 2019

 

Nel corso degli ultimi anni un crescente numero di studi condotti da medici e ricercatori, esperti di parodontologia e cardiologia ha dimostrato che esiste una forte correlazione tra la parodontite e le malattie cardiovascolari. I risultati di tali ricerche indicano infatti che chi soffre di parodontite avrebbe un rischio di due o tre volte maggiore di soffrire di malattie cardiovascolari.

Il legame tra parodontite e patologie cardiovascolari è documentato da ricerche in diverse discipline, per cui la parodontite avrebbe particolare influenza nell’incidenza di ischemia miocardica, aterosclerosi, ipertensione e dislipidemia. Sono numerosi i fattori che potrebbero essere coinvolti e la comunità scientifica è concorde nell’affermare la necessità di maggiori studi in merito. Vi sono però indubbiamente alcuni chiari aspetti che sono comuni a entrambe le malattie.

 

Fattori comuni. Trattandosi entrambe di malattie sistemiche – malattie che coinvolgono quindi l’intero organismo – la parodontite e le malattie cardiovascolari sono indubbiamente associate da una comune infiammazione sistemica. La prima causerebbe infatti l’infiammazione gengivale e della cavità orale mentre la seconda sarebbe associata con l’infiammazione delle arterie.

Inoltre la malattia parodontale aumenta fortemente la carica batterica presente nell’organismo. La placca dentale, prevalentemente batterica, tende a diffondersi nel torrente sanguigno e può quindi contribuire a causare la formazione di placca che si forma all’interno delle arterie, composta da grassi, colesterolo e calcio. Tale condizione, nota come aterosclerosi, è solitamente il punto di partenza per la coronaropatia.

È importante poi ricordare che l’ipertensione, l’obesità, il diabete, un’alta concentrazione di colesterolo, il fumo ed uno stile di vita sedentario sono fattori di rischio comuni sia per la parodontite che le malattie cardiovascolari.

 

La parodontite come anello debole del meccanismo.  È stato dimostrato che un trattamento parodontale a lungo termine può portare ad una maggiore stabilità cardiovascolare. Come sempre però la chiave è la prevenzione. Ecco perché è particolarmente importante prendersi cura dei propri denti e delle proprie gengive ed effettuare periodicamente dei controlli rivolgendosi a degli specialisti.

Fortunatamente è relativamente semplice prevenire la parodontite. Affrontare correttamente il problema della parodontite potrebbe fare davvero la differenza, specialmente se consideriamo la sua altissima diffusione tra la popolazione.

 

 

 


Letteratura consigliata

D’Aiuto F, Orlandi M, Gunsolley JC. Evidence that periodontal treatment improves biomarkers and CVD outcomes. J Clin Periodontol 2013; 40 (Suppl. 14): S85–S105.

De Oliveira C, Watt R, Hamer M. Toothbrushing, inflammation, and risk of cardiovascular disease: results from Scottish Health Survey.BMJ. 2010 May 27;340:c2451

Holmlund A, Holm G, Lind L. Severity of periodontal disease and number of remaining teeth are related to the prevalence of myocardial infarction and hypertension in a study based on 4,254 subjects. Journal of Periodontology 2006; 77(7): 1173-8.

Lee YL, Hu HY, Huang N, Hwang DK, Chou P, Chu D. Dental prophylaxis and periodontal treatment are protective factors to ischemic stroke. Stroke 2013; 44(4): 1026-30.

Orlandi M, Graziani F, D’Aiuto F. Periodontal Therapy and Cardiovascular Risk Periodontol 2000 2019, submitted

Tonetti MS, Van Dyke TE and on behalf of working group 1 of the joint EFP/AAP workshop. Periodontitis and atherosclerotic cardiovascular disease: consensus report of the Joint EFP/AAP Workshop on Periodontitis and Systemic Diseases. J Clin Periodontol 2013; 40 (Suppl. 14): S24–S29