3929543336 info@parocentro.it

La parodontite, condizione diffusissima e troppo spesso sottovalutata, può essere un grave peso per la nostra salute sia fisica che psicologica. Numerosi studi rivelano infatti come la parodontite sia collegata a condizioni di stress e depressione e come queste ultime a loro volta influenzino l’incidenza della parodontite.


 

Tra le più recenti ricerche in merito vi è senz’altro quella condotta da Sébastien Jungo, del dipartimento di Parodontologia presso l’università Descartes di Parigi e presentata nel 2018 al congresso della Federazione Europea di Parodontologia.

Jungo ha inizialmente sottoposto 71 pazienti a test psicologici per poi passare ad un’analisi delle loro condizioni gengivali dimostrando come nella maggior parte dei casi vi fosse una compresenza di parodontite e di specifici tratti psicologici. In particolare si è notata una preponderanza di cosiddette personalità di tipo A e cioè di individui caratterizzati da competitività, impazienza, ansia, stress e tendenti alla mania del controllo e all’aggressività.

La correlazione non deve comunque stupirci dato che si tratta di malattie sistemiche, che coinvolgono quindi l’intero organismo. Bisogna inoltre tenere in considerazione che la parodontite influenza fortemente le condizioni di vita individuali e che è associata ad un livello inferiore di qualità della vita. “I pazienti con parodontite soffrono delle numerose problematiche collegate ai sintomi della malattia e le insicurezze che la malattia provoca ne condizionano il contesto sociale” – sostiene il prof. Filippo Graziani, fondatore di Parocentro, uno dei pochissimi centri italiani esclusivamente dedicati alla cura della parodontite.

È certo poi che vi siano diverse abitudini negative comuni ad entrambe le patologie. Una scarsa igiene orale, il fumo, il consumo di alcol, abitudini alimentari sregolate rimangono dei fattori particolarmente influenti in entrambi i casi, con gravi conseguenze per la nostra salute.

Si tratta di dati fondamentali per lo studio della parodontite. La ricerca meriterebbe ora ulteriori approfondimenti, in particolare per stabilire i meccanismi in atto.